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RADDOPPIATE LE PMI CHE INVESTONO IN WELFARE


Presentato a Roma il rapporto Welfare Index PMI 2018, ricerca condotta da Generali con la partecipazione delle maggiori confederazioni italiane (Confartigianato, Confindustria, Confagricoltura, Confprofessioni) e che aiuta a capire come il welfare sta diventando sempre più importante nelle strategie delle piccole e medie imprese italiane. La ricerca è stata condotta su oltre 4.000 aziende a cui è stato assegnato un punteggio a seconda delle iniziative scelte per il benessere dei propri dipendenti. Si va da un sostegno economico alle mamme in gravidanza, fino al pagamento dell’Università per i dipendenti che vogliono migliorare le proprie capacità. Dallo studio emerge un dato importante: i dipendenti delle aziende che investono in welfare sono più felici e sono maggiormente produttivi.

Come funziona il Welfare Index PMI 2018

Il Welfare Index PMI 2018 è stato suddiviso in dodici aree differenti a seconda delle iniziative adottate dalle singole aziende: previdenza integrativa, sanità integrativa, servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita-lavoro, sostegno economico, formazione, sostegno all’istruzione di figli e familiari, cultura e tempo libero, sostegno ai soggetti deboli, sicurezza e prevenzione, welfare allargato al territorio e alle comunità. I risultati della ricerca sono molto interessanti: il 41,2% delle PMI intervistate sono attive in almeno quattro aree, mentre il 14,3% delle aziende porta avanti progetti di welfare in almeno sei aree. Le PMI attive nel welfare hanno riscontrato un incremento della produttività e del benessere.

Cosa vogliono fare le aziende nei prossimi anni

Le aziende sono già proiettate al futuro e per i prossimi 3-5 anni hanno intenzione di aumentare gli investimenti nel welfare, puntando soprattutto in tre settori: salute e assistenza; conciliazione vita e lavoro; formazione e sostegno alla mobilità sociale.

Le PMI garantiranno nei prossimi anni una maggiore copertura sanitaria ai propri dipendenti, attraverso delle polizze assicurative o prendendo in carico l’assistenza per gli anziani e le persone non autosufficienti. Grazie a queste iniziative verrà garantita una maggiore tranquillità ai dipendenti.

Altro problema da affrontare è la conciliazione tra la vita e il lavoro. Per fare in modo che i lavoratori riescano a trovare il tempo di stare con la famiglia, sarà incentivato lo smart working, ovvero la possibilità di lavorare in un luogo differente dalla propria scrivania usando i computer e smartphone che permettono di tenersi in contatto con i propri colleghi.

Infine, le aziende stimoleranno i propri dipendenti a iniziare dei corsi di formazione o a iscriversi all’Università (pagando le tasse) per migliorare le proprie capacità e ottenere delle mansioni più qualificate.

I risultati del Welfare Index PMI 2018

Le oltre 4.000 piccole e medie imprese che hanno partecipato alla ricerca hanno ottenuto anche un punteggio a seconda delle iniziative di welfare portate avanti. Il punteggio va da un minimo di 1W (welfare in fase iniziale, aziende attive in meno di 3 aree) fino a un massimo di 5W (imprese attive in almeno 8 aree). Nel 2018 sono in totale 38 le aziende che hanno ricevuto le 5W, un risultato in netto miglioramento rispetto alle 22 dello scorso anno.


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