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REDDITO DI CITTADINANZA CON AUTOCERTIFICAZIONE


«In prima battuta l’Inps controllerà solo le voci oggetto di convenzioni con l’Agenzia delle entrate quali i requisiti patrimoniali e reddituali per come indicati nell’anagrafe tributaria (Isee, patrimonio mobiliare, immobiliare, reddito familiare del richiedente).

Più problematica invece la verifica dei requisiti amministrativi, che sono «di competenza dei Comuni – ovvero lo stato di famiglia necessario per conoscere la composizione del nucleo familiare e la residenza -, per i quali si procede in autocertificazione (in assenza dell’Anagrafe dei comuni)» scrive Il Sole 24 Ore.

Ed è proprio sulla residenza che si gioca la partita principale. Gli enti locali sono già partiti al controllo delle false residenze, la cui variazione, in questi ultimi mesi, ha subito una rapida accelerazione. Come mai tutti questi spostamenti?

«Sempre con l’autocertificazione viene attestato anche il possesso dei requisiti sui beni durevoli, ossia moto e auto – va verificata la cilindrata e l’anno di immatricolazione -, in attesa della convenzione con l’Aci, e delle imbarcazioni da diporto».

L’Inps, dunque, in attesa delle convenzioni con tutte le amministrazioni, liquiderà per quest’anno il reddito di cittadinanza senza verificare il rispetto di alcuni requisiti che, appunto, saranno attestati in autocertificazione.

È però previsto un controllo successivo all’erogazione del sussidio anche da parte della Guardia di Finanza. «Ma sarà un controllo campionario sulle voci non direttamente in possesso delle banche dati.

Ciò espone l’erogazione anche di questo, come altri sussidi, al rischio di false dichiarazioni da parte dei “furbetti”» conclude il quotidiano economico.


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